Mortlach 21 y.o. 1991-2012 Silver Seal

Mortlach 21 y.o.Informazioni:

Tipologia: Speyside Single Malt Scotch Whisky – Cask Strength & Sherry Cask

Provenienza: Speyside – Scozia

Volume alcolico: 56,3%

Prezzo consigliato: 200 euro

Reperibilità: Bassa, 542 bottiglie prodotte. Disponibile presso Whisky Antique, patron del marchio Silver Seal

 

Cenni storici e osservazioni personali:

Mortlach è un nome ben noto agli amanti degli Speysiders: la distilleria fu fondata nel 1823 da James Findlater nei pressi di un pozzo che si credeva venisse impiegato per la distillazione “moonshine”, ergo non alla luce del sole. Tuttavia Findlater non ebbe molto successo e, solo 7 anni dopo, fu costretto a vendere la distilleria per la modesta cifra di 270 sterline. Dopo un periodo di dormienza a intermittenza, fu acquistata quindi da J&J Grant di Glen Grant che decise di rimuovere l’attrezzatura e di dare il granaio in concessione alla Free Church of Scotland, che lo usò per celebrarvi messa. Non furono quindi periodi facili per Mortlach! Fortunatamente, dopo un breve periodo in cui fu adibita a birrificio, la distilleria riaprì nuovamente i battenti sotto l’egida di George Cowie che ne raddoppiò il numero degli alambicchi portandoli a sei, tramutando così Mortlach in una delle più grandi distillerie della regione. Con l’arrivo della ferrovia, dell’energia elettrica e dei montacarichi idraulici divenne anche la più moderna.
Una curiosità potrebbe riguardare il dipendente più famoso di Mortlach: William Grant che vi lavorò per 20 anni assumendo infine l’incarico di direttore e si licenziò per fondare la Glenfiddich. Grant non fu il solo a decidere di mettersi in proprio e tante altre distillerie aprirono nella regione, portando oggi Dufftown ad essere considerata la capitale del Whisky dello Speyside.
Mortlach è oggi nelle mani del gruppo Diageo che ha provveduto a rilasciare alcuni imbottigliamenti di spessore, seppur a tiratura limitata. Oltre al classico 16 anni della serie Flora&Fauna, è infatti uscito qualche anno fa un 32 anni molto apprezzato dalla critica ma difficilmente reperibile.
Nota caratteristica di Mortlach è quasi sempre la maturazione in botti da Sherry, e il prodotto che esamineremo oggi non fa eccezione.
Trattasi di un Indipendente, il Mortlach 21 y.o. 1991-2012 Silver Seal, imbottigliato dall’etichetta di Max Righi dopo 21 anni di permanenza in Sherry Cask e prodotto in 546 bottiglie. E’ un cask strength, vanta infatti una gradazione alcolica del 56,3%. Già ebbi modo di degustarlo al Milano Whisky Festival dello scorso Novembre, ed oggi lo riassaggio per stendere un’opportuna e più completa recensione.

Note Degustative:

Aspetto : Ambra piena e deliziosamente carica

Olfatto: Dopo una poderosa “Ouverture” di ciliegie e frutti di bosco, procede con note di vaniglia e la presenza di un tabacco da pipa molto intenso. E’ possibile cogliere una gradevole nota di uva passa ma anche fichi secchi. Onnipresente un’essenza di malto, caldo e pieno.
Provvedendo ad aggiungere un po’ d’acqua emerge una nota di pelle e cuoio essiccato, molto distintiva.
Un olfatto multistrato in cui l’aspetto sherried non è predominante rispetto ad altre caratteristiche.

Palato : Emerge subito una nota di cioccolata fondente che viene però quasi soppiantata da un possente tabacco che irrompe senza compromessi. Ritorna il cuoio che, a tratti, si amalgama a note di arrosto di carne. E’ un whisky succulento, molto intrigante e pastoso. Presenta anche un lato balsamico a base di eucalipto e menta, principalmente. E’ tuttavia leggermente accennato e non predominante.
Con aggiunta di acqua si spegne un po’, lasciando però emergere una nota di “brodo di pollo” decisamente inusuale ma piuttosto particolare.
Consiglio di berlo senza aggiunta, io lo trovo migliore.

Finale : Un po’ più breve delle mie aspettative ma comunque di intensità media, permane l’intensità del tabacco ed è possibile cogliere frutta secca tostata molto gradevole.

Questo Mortlach è un buon whisky, da gustare in purezza senza aggiunta di acqua, a mio modesto parere. Il lato sherried convive con un aspetto più “selvaggio” a base di cuoio e erbe balsamiche. E’ uno stile che potrà non piacere a tutti, ma è senza dubbio distintivo come altri imbottigliamenti di Max Righi.

Voto:85/100

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