Vecchia Romagna Gran Riserva 35 anni

Vecchia Romagna Gran Riserva 35 anniInformazioni:

Tipologia: Brandy Italiano

Provenienza: Emilia Romagna – Italia

Volume alcolico: 40%

Prezzo consigliato: 45 euro

Reperibilità: Media

 

Cenni storici e osservazioni personali:

Dopo i bagordi del Milano Whisky Festival, prendiamo una pausa dal Whisky (ne riparleremo abbondantemente a breve) per esaminare un Brandy Italiano: Vecchia Romagna Gran Riserva 35 anni. Molti di voi avranno sicuramente avuto modo di assaggiare, in un bar, in un ristorante o tramite l’acquisto della bottiglia, il classico “Etichetta Nera” di questo storico produttore Italiano, ora proprietà di Montenegro.
Ebbene, l’espressione in esame oggi costituisce il prodotto più invecchiato della gamma produttiva dell’azienda che, oltre alla già citata “Etichetta Nera”, comprende anche la Classica e la Riserva 10 anni.
Questo imbottigliamento è stato ideato per riscontrare il gusto dei palati più esigenti, praticamente è inteso come prodotto da meditazione. Secondo quanto asserito dai produttori, il brandy è stato distillato con alambicco Charentais, discontinuo, e invecchiato per 35 anni in botti di rovere di dimensioni contenute.
La reperibilità è media, essendo possibile trovarlo presso diverse enoteche, online e non.

Note Degustative:

Aspetto : Ambra

Olfatto: Delicato sentore di vaniglia inonda le narici, seguito da uva passa, cioccolato fondente e leggerissimo alone di caramello. L’olfatto, tuttavia, si ferma qui: è piuttosto banale e monodimensionale. La nota alcolica si percepisce leggermente, insieme a un vago sentore legnoso. Complessivamente, preannuncia un corpo leggero.

Palato : Si conferma leggero, con una consistenza decisamente flebile: piuttosto gradevole ma molto fugace, quasi inespressivo. Uva passa, zabaglione, crostata di more…ma è un susseguirsi effimero e decisamente insoddisfacente.

Finale : Breve, di vaniglia, qualche spezia (noce moscata) e leggero sentore legnoso.

Personalmente, trovo questo Brandy assolutamente piatto e non all’altezza del blasone della Casa. Inteso come etichetta da intenditori, sembra più che altro un esperimento mal riuscito. Giusto un discreto olfatto lo salva dalla bocciatura totale. Ovviamente, non lasciatevi condizionare dal mio giudizio: magari, potreste trovarlo interessante. Io, d’altro canto, ho riscontrato in altri brandy italiani più giovani, un’espressività maggiore.

Voto: 65/100

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