Michel Couvreur Clearach

Michel Couvreur ClearachInformazioni:

Tipologia: Single Malt Whisky

Provenienza: Scozia per la distillazione, Francia per la maturazione ed imbottigliamento.

Volume alcolico: 43%

Prezzo consigliato: 45 euro.

Reperibilità: Media.

 

Cenni storici e osservazioni personali:

Cari amici, oggi parleremo del Michel Couvreur Clearach, il più giovane della gamma del selezionatore indipendente belga, scomparso nel 2013. Couvreur, originariamente commerciante di vini di Borgogna, si innamorò del whisky alla fine degli anni ’70, per poi affittare, nel 1989, il castello scozzese di Meldrum House, 30 km a nord di Aberdeen, per porvi la sede della sua società e iniziare la maturazione in botti di rovere ex-sherry.
Michel non fu un “semplice” (non che selezionare sia facile… eh) selezionatore: curò infatti anche l’intera parte produttiva, decidendo di impiegare orzo perlato della varietà Bere Barley per i propri whisky, coltivato da lui stesso nelle Orcadi.
Per l’invecchiamento, decise di impiegare solo botti ex-Sherry, scelta commercialmente ardua e costosa, ma in linea con alcune delle migliori distillerie di Scozia e che io, modestamente, apprezzo.
La produzione fu successivamente spostata in Borgogna, nelle cantine di Bouze Lès Beaune, pertanto questo whisky benché, come le sue altre espressioni, sia distillato interamente in Scozia, non può definirsi Scotch in quanto maturazione ed imbottigliamento sono avvenuti in Francia. Trattasi quindi di espressioni atipiche, ma non per questo meno meritevoli di attenzione.
Couvreur era solito viaggiare spesso in Spagna, dove cercava di acquistare le migliori botti di Sherry per la maturazione dei propri distillati.
La gamma produttiva è eccezionalmente variegata, considerata l’artigianalità della produzione: da questo giovane Clearach, con 3 anni di maturazione e grado ridotto, al venerabile For Ever Young Pristine di ben 35 anni e a grado pieno!
Altro particolare che denota la fattura molto artigianale è l’impiego dell’acqua del Loch Katrine per la diluizione della gradazione, importata direttamente dalla Scozia e specificato in etichetta!
Ad ogni modo, i suoi prodotti sono stati generalmente apprezzati nel mondo, e continuano tuttora ad essere acquistati e assaporati, almeno finché si troveranno sul mercato.
Il Clearach è ancora piuttosto diffuso, non avrete grosse difficoltà a reperirlo. Non è noto il single malt che compone quest’imbottigliamento, indi il suo inserimento nella categoria degli “Ignoti/Segreti”.
Ah, nota finale: la bottiglia ha un tappo di sughero da vino (non il classico tappo stopper) ed è sigillata con la ceralacca. Vi suggerisco, dopo l’apertura con un classico cavatappi, di sostituire il tappo con uno stopper, per preservare più a lungo gli aromi e i sapori del distillato.

Bene, addentriamoci ora nel vivo della recensione!

Note Degustative:

Aspetto: Ambra chiara.

Olfatto: Malto che dimostra più della sua età e che promana notevoli note di orzo maltato, fuso con gradevole toffee e mandorle fresche. Continua con un deciso caramello, accanto a note di frutta secca tostata. A tratti, sembra più un Porto Aged Tawny che non un whisky, per una condivisione notevole di tratti. Olfatto essenzialmente dolce, che continua con vaniglia, torta natalizia e un gradevole tratto di cappuccino.
In fundis, leggero lato fruttato di banane, accanto a un tenue fumo.
In verità, notevole!

Palato: Di corpo medio, lascia in questa sede trapelare la gioventù ben celata in sede olfattiva: molto malto, accanto a frutta secca tostata e un lato più campestre e grezzo, contraddistinto da altri cereali, spezie (pepe nero leggero, chiodi di garofano). Vira nuovamente su note dolci con fudge al caramello e vaniglia. Colgo, infine, un retrogusto di anice stellato, molto gradevole. Complessivamente ben integrato, temevo fosse disorganico con una prevalenza del tratto dolce, invece no.

Finale: Medio-breve, di anice, caramello, cappuccino, spezie.

Un malto complessivamente gradevole, più intrigante di whisky invecchiati più a lungo, soprattutto in sede olfattiva. In alcuni momenti, ricorda più un Porto Tawny di 20-30 anni che un whisky, piacerà molto agli amanti di siffatto vino liquoroso, pur restando ciò che è: un single malt quotidiano, molto beverino e piacevole.
Se avesse avuto un corpo più deciso e un finale più sostenuto, la mia valutazione sarebbe stata più alta. Ad ogni modo, promosso!
Sarei curioso di provare qualche espressione più matura… Ad ogni modo, per quanto sconosciuto il malto che lo compone, io ho ravvisato somiglianze tra Edradour e Glenburgie…

Voto: 83/100

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