ShowRUM 2016 – Report

Stand Dictador

Con un po’ di ritardo, scrivo finalmente il mio breve report inerente ShowRUM 2016, la quinta edizione dell’unico festival italiano dedicato allo spirito dei Caraibi. Tra le novità, impossibile non evidenziare il cambio di location: invece del Salone delle Fontane (già sede di Spirit of Scotland), quest’anno l’organizzazione ha scelto l’A.Rome Lifestyle Hotel, enorme complesso sito in zona Gianicolo. La kermesse è stata allestita in un ampio spazio, suddivisa tra zona “fumo e accessori”, angolo miscelazione e zona espositori. Novità inoltre anche in merito alle date: invece di sabato, domenica e lunedì, Leonardo Pinto ha preferito dedicare Domenica 2 Ottobre… Continua

Spirit of Scotland 2016, breve report.

Spirit of Scotland 2016

Anche quest’anno, come di consueto, mi sono recato a Roma per il grande festival romano dedicato al Whisky: Spirit of Scotland 2016 si è svolto presso il Salone delle Fontane nei giorni 5 e 6 Marzo. Purtroppo, causa impegni di natura personale, stavolta sono stato costretto a partecipare solo nella giornata del 6 Marzo. Con grande piacere, vi racconterò le mie modeste impressioni. L’idea generale è che siamo di fronte ad un appuntamento in costante crescita, che ogni anno fa registrare numeri di partecipazione sempre più consistenti, oltre a novità di carattere organizzativo. Il festival è ormai una realtà ben… Continua

Milano Whisky Festival 2015: Il mio report della Decima Edizione!

Best Photo, no? Che mattacchione quel Maurizio!

Eccoci qui, come di consueto da quando è stato aperto questo Sito, a redigere il report dell’evento milanese dedicato al mondo del whisky. Potevo mai perdere la decima edizione del Milano Whisky Festival? Ovviamente, no! Partito sabato mattina, sono rientrato ieri in tarda serata per una due giorni estremamente piacevole che, senza ulteriori indugi, ora racconterò. Giunto al Mariott, ho subito incontrato i vari amici del Forum Singlemaltwhisky.it: Gianluca, Paolo, Andrea, Davide, Marco Maltagliati, Marco Desiderati, Claudio, Emiliano, Antonio… insomma, nutritissima delegazione! Finalmente ho conosciuto anche i simpaticissimi Bob Sbaly e Lorenzo Pasini, con cui avevo intrattenuto scambi telematici. È… Continua

ShowRum 2015, Report Terza Edizione

ShowRUM 2015

Con il grande Leonardo Pinto, patron del Festival

Ieri ha avuto termine la kermesse romana dedicata al mondo del Rum, unica peraltro nel nostro Paese (eccettuando l’apertura verso il distillato caraibico avuta alla scorsa edizione del Milano Whisky Festival). La manifestazione, come il precedente anno, ha avuto luogo nella stupenda location del Salone delle Fontane, zona EUR. Quest’anno, tuttavia, era presente una novità: oltre alla giornata di Sabato 26 Settembre e Domenica 27, è stato aggiunto il Lunedì 28, dedicato tuttavia agli esperti di settore.

Per impegni personali, nonostante il gentile invito di Leonardo Pinto, Direttore del Festival, sono riuscito a raggiungere l’Urbe solo nella giornata di Domenica.

La mia permanenza è stata quindi  breve, ma intensa.

Ricca presenza di espositori, con i grandi marchi tutti presenti da Havana Club a Bacardi, passando per la grande tradizione di Trois Rivières, Daimoseau e Appleton Estate. Ottimo lo stand della nuova DOC Ron de Venezuela, di cui mi è stata anche fornita una completa cartella stampa, che sicuramente userò per redigere un comunicato più ampio su questo consorzio volto a disciplinare la produzione di Rum nella nazione sudamericana. Infatti, come molti di voi sapranno, non esiste un disciplinare unico nel mondo del Rum, caratterizzato da produzioni estese in tutta la fascia tropicale del Pianeta e, di conseguenza, di difficile regolamentazione rispetto, ad esempio, allo Scotch Whisky che ha un terroir ben definito.

Il primo stand che ha catturato la mia attenzione, è stato quello di Nine Leaves, novità assoluta nel campo dei Rum. Prodotto da una microdistilleria Giapponese fondata solo nel 2013, è già presente con quattro espressioni che, seppur molto giovani dimostrano già un carattere interessante. Mi sono piacevolmente intrattenuto con il gentilissimo patron della distilleria, Yoshiharu Takeuchi, che mi ha illustrato brevemente le ragioni per le quali è orgoglioso di questa nuova produzione. Come ben saprete, il Giappone è ormai da oltre un secolo felice produttore di Single Malt ed era ora che qualcuno sperimentasse anche la realizzazione del Rum. La distilleria sorge nei pressi di Kyoto, impiega acqua pura giapponese e una rara varietà di canna da zucchero coltivata nei pressi di Okinawa. La tiratura non è molto elevata ma il core range racchiude già quattro espressioni, che presto vedrete recensite sul Sito.

Sono quindi passato all’adiacente stand Debonaire, produttore della Repubblica Dominicana. Non dotati di una distilleria, provvedono ad acquistare stock di Rum dalla Giamaica, Repubblica Dominicana e altre nazioni sudamericane, per poi procedere all’invecchiamento e al blending. Core range composto da tre espressioni: 15, 18 e 21 anni. Li vedrete tutti su queste pagine, appena sarà possibile.

Gran parte della manifestazione, tuttavia, è stata “monopolizzata” da OnestiGroup e Velier, i due titani italiani dell’importazione di Rum, ben rappresentati con numerosi marchi. L’amico Enrico Magnani, di OnestGroup, era ben presente con Abuelo, Dictador, Beach House, Daimoseau e Santa Teresa. Da Abuelo, era inoltre presente il Global Brand Ambassador Cristóbal Srokowski, che ebbi già il piacere di conoscere nella passata edizione. Interessante scambio di idee, informazioni e saluti, nonché diversi campioni da esaminare. In particolare, mi sono soffermato su Daimoseau, l’agricolo di Guadalupe, con un ampio parterre di referenze. Particolarmente sontuosi i due Vintage 1989 e 1991 che, sebben imbottigliati in periodi non distantissimi tra loro, presentano differenze notevoli sia olfattive che degustative. Ci tornerò in seguito quando ve ne parlerò. Gli altri marchi avevo già avuto modo di esaminarli in precedenza, ad eccezione di Beach House, uno Spiced Rum con tratti piacevoli, pur non rasentando la mia tipologia preferita.

Velier, anch’essa ben rappresentata con El Dorado, Brugal e Flor de Caña, è stata la successiva tappa. Ho provato il Siglo de Oro di Brugal, espressione top della categoria e gli esponenti più maturi della gamma Flor de Caña. Segnalo tuttavia la mancanza, differentemente dalla scorsa edizione, delle Selezioni di Luca Gargano, composte da Single Cask provenienti dalla regione del Demerara, generalmente di ottima qualità. Ne ho infatti esaminati diversi.

Molti altri marchi rappresentati, quali Don Papa, Appleton Estate, Hampden Estate, Malecon, La Mauny ed altri ancora. Tuttavia, il tempo è stato tiranno e, complice la chiacchierata con alcuni amici incontrati in loco, non ho potuto soffermarmi diffusamente su ogni stand. Ho incontrato infatti, oltre ai citati, anche il caro Francesco di “Lo Spirito dei Tempi”, in veste di giudice della ShowRUM Tasting Competition, volta a premiare le migliori etichette presenti alla manifestazione. Mi sono quindi intrattenuto con lui un bel po’, parlando ovviamente dello spirito dei Caraibi. Veloce saluto anche ad Javier Herrera, Direttore del Festival Internazionale del Rum di Madrid, persona sempre gentilissima e squisita, che mi ha rinnovato l’invito per la prossima edizione. Fugace incontro anche con Memfi Baracco, e assaggio del nuovo Diplomatico Vintage 2001.

Ben presente anche l’angolo per i fumatori, con Vincenzo De Gregorio e i suoi pregiati sigari realizzati con tabacco Kentucky Toscano e Massimo Cavaluzzo con le proprie pipe Malias. Piacevolissima conversazione su un mondo che ho ancora esplorato poco. Inoltre Masterclass inerenti i sigari, disponibili per gli interessati.

In conclusione, devo rilevare che l’organizzazione è stata ottima, con Masterclass iniziate in orario, grande disponibilità da parte degli espositori nei confronti degli avventori, presenza di un bar con possibilità di rifocillarsi e interessanti cocktail a base di ottimi rum venezuelani proposti allo stand della DOC Ron de Venezuela. Leonardo Pinto, attentissimo, a vigilare il tutto.

ShowRUM si conferma quindi un appuntamento obbligato per gli amanti del Rum del Belpaese. Spero che la manifestazione continui ad evolversi a crescere. Unico neo: nonostante la presenza degli espositori fosse notevole, mi è dispiaciuto non vedere alcune realtà caratterizzate da imbottigliatori indipendenti. Tuttavia, non credo sia demerito dell’organizzazione ma, probabilmente, del contemporaneo Whisky Live Paris che ha comportato l’impossibilità di sdoppiare la presenza di quei selezionatori che, oltre a interessantissimi Rum, hanno nel proprio portfolio un numero ben maggiore di whisky.

Detto questo, si conclude il mio report dedicato a ShowRum 2015. Vi aspetto alla prossima edizione!

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Spirit of Scotland 2015: sintesi di un successo!

Il Festival Romano del Whisky è giunto, come ben saprete, alla sua quarta edizione. E’ finalmente arrivato il momento di stendere un breve report sullo Spirit of Scotland 2015 che ha avuto luogo nei giorni 7-8 e 9 marzo. Generalmente, i miei resoconti sono caratterizzati da una forte onda emotiva ma, stavolta, benchè l’edizione mi abbia davvero soddisfatto, cercherò di mantenere un taglio più “professionale”.

Doveroso iniziare parlando della location: lo splendido Salone delle Fontane, che ebbi già modo di visitare nel corso dell’ultimo ShowRUM, è stato scelto per questa e per le future edizioni, al posto dell’incantevole, ma forse un po’ ristretta, Aranciera di San Sisto. Cambiamento positivo? Senza alcun dubbio.

Grande superficie espositiva, che ha consentito ai numerosi stand di disporsi in maniera più ordinata, lasciando molto spazio per il massiccio flusso di visitatori. Soprattutto nella giornata di sabato, ho infatti notato un buon numero di presenze, in aumento rispetto alla passata edizione. Masterclass molto interessanti, nonostante non abbia partecipato ad alcuna di esse preferendo essere libero di girovagare per il Festival.

Altra novità decisamente gradita è stato il Collector’s Corner, spazio in cui poter degustare imbottigliamenti rari e estremamente pregevoli, affidato al competente Salvatore Mannino della celebre Maison du Whisky.  Mi sono piacevolmente intrattenuto con Salvatore, che ringrazio calorosamente per la gentilezza e la ricchezza di informazioni fornite sugli imbottigliamenti presenti, diversi dei quali saranno prossimamente recensiti (si, non ho resistito…ho prelevato un campione di quelli a me più cari).

Ben graditi gli stand gastronomici che hanno consentito a molti di fare un break senza essere costretti ad uscire dalla struttura.

Da sottolineare, inoltre, la presenza di un grande parcheggio pubblico esterno, che ha consentito anche un agevole arrivo degli automobilisti (me incluso).

Impossibile, poi, non parlare della cordialità e dell’impegno degli organizzatori che ringrazio sentitamente, in particolar modo Pino Perrone, Andrea Franco e Andrea Fofi, sempre presenti e disponibili per tutti. Ah, grazie mille per aver deciso di includermi nella giuria del premio “Whisky&Lode”, rivolto a premiare i migliori whisky della manifestazione (sarà oggetto di un articolo a parte).

Moltissimi gli amici presenti: dal mio compagno di avventure scozzesi Federico, ai Facili di Milano, passando per i grandi Claudio e Davide, con il loro WhiskyClub ormai maturo e con gli stand sempre presenti di I Love Laphroaig e Angel’s Share. E, ancora, Corrado, Andrea, Nicolò di Whisky Roma, che ho finalmente avuto modo di conoscere di persona. Presenti anche i grandi nomi del settore: dal Maestro Giorgio D’Ambrosio a Giuseppe Gervasio, una delle menti del Milano Whisky Festival che, quest’anno, celebrerà il suo decimo anniversario.  Tra gli espositori, piacevolissima la presenza di Hunter Laing, con i suoi Single Grain Whiskies provenienti da distillerie ancora operative o, purtroppo, chiuse. Storica la presenza di Max Righi che, in questa edizione, ha presentato anche lo stand del nuovo negozio romano Whisky&Co dove, presto, spero di poter passare. Devo ancora farmi perdonare per non essere riuscito a passare all’inaugurazione, ma rimedierò! Molto interessanti i whisky giapponesi presenti in fiera, apprezzati da molti avventori, segno ulteriore della grande spinta proveniente da Oriente. Presente anche Kavalan, già ben noto alla critica, pur essendo un prodotto recente. Ovviamente, disponibili anche tutti i marchi storici oltre a diverse novità. Grande organizzazione anche di Beija-Flor dove i “Facili” Jacopo & Giacomo, congiuntamente a Maurizio Cagnolati, hanno proposto interessanti percorsi degustativi e grandi chicche. Ottimo lavoro, signori! Mi scuso se ho omesso di menzionare tutti, ma siete decisamente tantissimi: Andrea Ferrari, Enzo De Gregorio, Aniello Buonincontro (che ringrazio per l’ottimo sigaro) e tanti, tantissimi altri!

Parlando degli imbottigliamenti, mi hanno particolarmente colpito l’Highland Park del Festival, quello in Sherry Cask di Cadenhead’s, i due Ardbeg imbottigliati da MoS per Whisky&Co (sublime quello in Bourbon), il Port Dundas 25 y.o. di Hunter Laing (di cui ho anche preso una bottiglia) , il nuovo Glenburgie del WhiskyClub e lo storico Lagavulin 12 y.o. White Label Carpano Import. Ovviamente, tutti questi whisky, insieme a molti altri, verranno successivamente esaminati per voi!

Mi sono dilungato forse anche troppo ma, si sa, quando si parla di whisky è difficile tenere a freno emozioni e parole. Rinnovo i miei complimenti all’organizzazione ed auspico traguardi sempre più ambiziosi per questo piacevole evento che, speranzosamente, crescerà sempre più! Ad Maiora!

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Showrum 2014: Italian Rum Festival, breve report.

Io & LeonardoCome molti di voi sapranno, la scorsa settimana, a Roma si è svolta la seconda edizione di Showrum, Festival Italiano dedicato al mondo del rum, partorito da Leonardo Pinto, già fondatore di Isla de Rum.

Quest’anno, il festival non si è svolto nelle giornate di sabato e domenica ma, bensì, venerdì e sabato. A causa di alcuni impegni pregressi, non ho potuto essere presente nella giornata di venerdì ma unicamente in quella di sabato per una veloce “toccata e fuga” che, tuttavia, è risultata piacevole ed intrigante!

Iniziamo dalla location: il festival si è spostato nella piacevole location del Salone delle Fontane, quartiere EUR. L’enorme palazzo marmoreo, di epoca fascista, ha comodamente ospitato i circa 40 espositori, il doppio di quelli presenti nella precedente edizione, per due giorni intensi all’insegna dell’amato distillato caraibico. La giornata di venerdì,che ha visto la sua chiusura con la Tasting Competition inerente la premiazioni dei migliori rum della manifestazione, con giudici d’eccezione quali Silvano Samaroli, ha beneficiato anche della presenza di interessanti Masterclass con persone del calibro di Luca Gargano di Velier e Vittorio Capovilla dell’omonima azienda. A quanto mi è stato riferito, è stato tutto molto gradevole, inclusa la cocktail competition. L’affluenza è stata molto alta, con grande soddisfazione degli espositori.

La giornata di Sabato, quella che mi ha visto presente, era invece dedicata a Masterclass “classiche” inerenti la degustazione: le aziende che hanno optato per organizzarne una sono state ReimonenQ, Appleton, Abuelo e Brugal. Per motivi di tempo, sono riuscito a partecipare solo a quella di Abuelo, molto gradevole e condotta da Cristobal Srokowski, Global Brand Ambassador del Brand, che ha condotto la degustazione con simpatia e completezza, illustrando anche gli aspetti storici e produttivi del distillato, prima di addentrarsi nell’analisi delle quattro espressioni proposte: Abuelo Anejo, Abuelo 7, Abuelo 12 e il top di gamma Centuria. Masterclass indubbiamente interessante, completa e accurata. Recensioni delle espressioni provate, disponibili grazie alla gentilezza di OnestiGroup S.p.A, l’importatore italiano e di Cristobal, saranno disponibili nelle prossime settimane.

Passando tra gli stand, l’accoglienza riservatami è stata calorosa e piacevole. Andiamo con ordine: dopo essermi imbattuto in Marco Graziano, noto appassionato e quest’anno giudice della Tasting Competition, mi sono quindi trattenuto con il simpaticissimo Direttore del Festival, Leonardo Pinto, per una breve conversazione. Gli espositori, disposti ordinatamente nella seconda delle due sale della struttura, rasentavano un deciso incremento quantitativo rispetto alla passata edizione. Ben presente Velier, il noto importatore Genovese nonchè scopritore ed imbottigliatore di interessanti espressioni, facenti parte della selezione di Luca Gargano e provienienti tutte dal Demerara: Uitvlugt 1997, Diamond 1999 e i due interessanti esperimenti, composti dai Blended in the Barrel. Sostanzialmente, si tratta di Rum distillati con alambicchi diversi e “sposati” in un unico blend per un tempo di 16 e 19 anni, a seconda dell’espressione in esame. Abbiamo quindi il Diamond and Port Mourant 1995 ed Enmore and Port Mourant 1998.  Grazie alla gentilezza di Daniele Biondi, li vedrete presto su queste pagine.

Passando poi allo stand dedicato ad English Harbor, ho avuto modo di provare l’ottimo 25 y.o. 1981-2006 mentre parlavo con la gentilissima Romina Cattaneo. Foto di rito e materiale per un’altra interessante recensione!

Impossibile poi, non sottolineare la presenza di Pellegrini, con le interessanti referenze rappresentate da Ocean’s Rum, che ho avuto modo di riassaggiare oltre che parlare direttamente con il simpatico produttore iberico, e da ReimonenQ, recente importazione in Italia e composta da espressioni decisamente interessanti. Ringrazio Emanuele per la usuale disponibilità e cortesia!

Tantissimi gli espositori presenti e, causa tempo, non ho potuto soffermarmi molto. Oltre ai presenti lo scorso anno, ben presenti nuove referenze come ho avuto modo di evidenziare. Tutto questo, unito ad un’ottima organizzazione, hanno reso lo Showrum 2014 un vero successo. Grande affluenza di appassionati e presenza di nomi di spicco del settore. Un breve inciso lo dedico infatti al mio incontro con Javier Herrera, madrileno direttore del Congreso Internacional del Rum e del leggendario Don Néstor Hortega, Maestro Ronero di Santa Teresa con cui ho avuto modo di intrattenermi per gustare il sempre ottimo Santa Teresa 1796, già recensito su queste pagine.
In sintesi, un festival in crescita, che ha rasentato interessanti novità pur preservando quanto di buono si è avuto in precedenza. Complimenti a Leonardo Pinto e Isla de Rum per la perfetta riuscita dell’evento. Ad Maiora!

 

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ShowRum, il mio report commentato da Isla de Rum

Isla de Rum, il cui fondatore Leonardo Pinto è stato il promotore e direttore del festival ShowRum, ha pubblicamente espresso i suoi ringraziamenti per il mio report di ieri. Da parte mia, non posso che essere ben lieto che il mio modesto articolo sia stato apprezzato e colgo l’occasione per ringraziare nuovamente l’organizzazione per l’interessantissimo festival a cui, spero, seguiranno successive edizioni! Download

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