Riconoscimenti
I seguenti riconoscimenti sono stati attribuiti da "Il Bevitore Raffinato"

Tipologia: Cognac
Provenienza: Fins Bois – Francia.
Volume alcolico: 52,5%
Prezzo consigliato: 270 euro all’epoca del rilascio.
Reperibilità: Bassa, release di 140 bottiglie.
Ultimamente mi sono soffermato non poco sull’Armagnac (e ne recensirò altri prossimamente); oggi, invece vi parlerò di uno dei celebri “cugini”. Esatto, mi soffermerò su un Cognac!
Prima di immergerci nella degustazione, un doveroso e sentito ringraziamento va all’amico Marco Pascarella. Palato fine e segugio instancabile, Marco si conferma sempre attento nel proporre selezioni che si distinguono per qualità assoluta e carattere, evitando le strade più battute. È grazie alla sua lungimiranza se oggi posso soffermarmi su questa chicca.
Il distillato in questione è una selezione firmata Journal des Kirsch, imbottigliatore indipendente che sta costruendo una solida reputazione grazie alla capacità di scovare lotti dimenticati e di grande personalità nei chai francesi. La materia prima proviene dalla storica maison Rémi Landier, custode del terroir della Fins Bois.
La storia di questo “Lot 72/73” è tanto affascinante quanto singolare, lontana dalle logiche commerciali moderne. Siamo di fronte all’unione di due annate ormai leggendarie, il 1972 e il 1973. Le due annate hanno maturato separatamente in botti di rovere Allier e Limousin fino al 1986, anno in cui sono state unite per un fortunato mariage. Nel 2012, dopo quasi trent’anni di unione in botte, il distillato è stato trasferito in vetro, nelle classiche damigiane.
Questa lunga stasi in ambiente inerte, durata ben dodici anni fino all’imbottigliamento nel 2024, ha permesso una sorta di “cristallizzazione” del profilo aromatico. Ha fermato il tempo, preservando una freschezza e una tensione fruttata che un’ulteriore permanenza in rovere avrebbe potuto alterare. Inoltre, il passaggio in damigiana sovente regala un effetto da bottiglia datata. Una vera capsula del tempo liquida, imbottigliata a grado pieno per non perderne nemmeno una sfumatura.
Ciò detto, è tempo di passare alla prova del bicchiere.
Ci troviamo di fronte a un Cognac di un’eleganza aristocratica e fuori dal comune. Se il comparto olfattivo è semplicemente meraviglioso per ampiezza e capacità seduttiva, regalando un vero viaggio sensoriale tra esotismi tropicali e raffinata pasticceria, è alla prova del palato che questo distillato rivela la sua vera stoffa. Nonostante i decenni trascorsi tra legno e vetro, si fa valere con una struttura integra e una vitalità sorprendente, dimostrando una freschezza fruttata che non teme il passare del tempo. Una prova di assoluto spessore che consacra la lungimiranza della selezione di Journal du Kirsch e la maestria di Rémi Landier nel saper preservare un profilo così vibrante e nobile. Fiero e complesso.
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