Ardbeg Wee Beastie

Informazioni:

Tipologia:  Islay Single Malt Scotch Whisky

Provenienza: Isola di Islay – Scozia.

Volume alcolico: 47,8%

Prezzo consigliato: 45 euro.

Reperibilità: Medio-alta.

Cenni storici e osservazioni personali:

Ardbeg è certamente nota per i frequenti rilasci in tiratura limitata (quest’anno è il turno del Blaaack) dai nomi spesso stravaganti, ma il core range, ergo gli imbottigliamenti prodotti in un quantitativo più sostenuto, si amplia molto lentamente. L’Ardbeg 5 y.o. Wee Beastie è la nuovissima aggiunta agli imbottigliamenti stabili, rilasciato sul mercato lo scorso aprile. Segue di un anno l’ultima introduzione del core range, il Traig Bhan 19 anni (che tuttavia non credo si possa considerare un vero e proprio rilascio “core”, in quanto disponibile in tiratura molto limitata, seppur annualmente). In effetti, l’ultimo rilascio realmente semplice da reperire come aggiunta permanente è stato l’An Oa, che non ho ancora avuto occasione di provare.

Ardbeg è sempre stata ben considerata dagli appassionati, pur se non sempre gli imbottigliamenti sono stati strabilianti, in particolare i numerosissimi NAS rilasciati annualmente, che hanno generalmente diviso pubblico e critica. Personalmente, nell’attuale core range, ho un’ottima opinione del Ten, dell’Uigeadail e del Corryvreckan.

Il Wee Beastie, “bestiolina”, nell’intenzione della distilleria dovrebbe mostrare il lato più “graffiante” di Ardbeg, con una torba più intensa rispetto a rilasci più maturi. Normalmente, con la maturazione il tratto fumoso derivante dalla torba va infatti attenuandosi.  Il Wee Beastie, con la sua gioventù, dovrebbe mostrare la possenza che piace a tanti estimatori delle incarnazioni post-riapertura. 

Differentemente dall’An Oa e da altri imbottigliamenti del core range, presenta un invecchiamento dichiarato, 5 anni. La maturazione è avvenuta in una combinazione di botti ex-Bourbon ed ex – Sherry Oloroso, per poi essere imbottigliato al 47,4%, gradazione superiore al grado standard (per le altre release del core range, Ardbeg imbottiglia comunque almeno al 46%).

Prima di passare alla degustazione, vi lascio le parole di Bill Lumsden, il Master Blender di Ardbeg:

Non ho dubbi che gli Ardbeggiani adoreranno questa nuova, frizzante espressione. Le botti scelte per la sua creazione lo rendono ideale sia per una degustazione neat che come ingrediente principale per un cocktail affumicato che fa venire l’acquolina in bocca”.

Ultima postilla: facilmente reperibile presso molti siti specializzati. Io ho acquistato la mia bottiglia da Whisky Italy la scorsa settimana.

Note Degustative:

Aspetto: Giallo paglierino.
Olfatto: Intensa fumosità che avvolge note costiere di iodio. Molto pepe nero, accanto a un distinto sentore di salsa BBQ molto persistente e tratto carnoso, di bacon arrostito. Nonostante le note indicate, si presenta piuttosto dolce, con una discreta quantità di arance e limoni. Una leggera vaniglia funge da substrato al tutto. Oltre questo, non vi è altro da dire. Piuttosto semplice nella sua evoluzione, la gioventù è evidente. Tuttavia gradevole, seppur non così entusiasmante.
Palato: Cremoso, piuttosto oleoso, spiccatamente meno  dolce rispetto all’olfatto: notevole tratto erbaceo, con nota di rabarbaro, accanto a un fumo piuttosto intenso e note graffianti di catrame. Pepe nero e una discreta nota salina chiudono il tutto. Non malvagio, pur mancando di quella “potenza” auspicata dalla distilleria. Anzi, fin troppo domo.
Finale: Medio, piuttosto semplice e incentrato su fumosità persistente ma non così incisiva mista a catrame, pepe nero e leggera nota salina. In fundis, discreto tocco astringente e erbaceo.

Un giovane malto isolano non malvagio, ma nemmeno memorabile. Pur presentando tratti intriganti, particolarmente in sede olfattiva, a mio modesto parere non mantiene la promessa di essere un dram “selvaggio” come il nome lascerebbe presagire. Anzi, al palato, il lato fumoso è più domo che in espressioni più mature (penso, ad esempio, al Ten).  Continuerò a preferire altri imbottigliamenti del core range, ciò non toglie che possa ugualmente piacere a moltissimi.

Voto: 82/100

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4 Responses
  1. Andrea Rimini

    Giusto una curiosità, ma quel “bestiolina indomita” di cui alla recensione, dovrebbe essere la traduzione di Wee Beastie? Perchè non mi risulta che wee abbia altro significato se non quello di “piccolo” e simili aggettivi, ma non certo quello di “indomito”.
    Oddio, un altro significato ci sarebbe, la pipì dei bambini nel linguaggio familiare, ma qui stiamo parlando di ben più nobili liquidi.
    Nel caso in cui avessi scritto una castroneria, faccio da subito atto di ammenda e chiedo perdono.

    1. Giusta osservazione. Teoricamente sarebbe “bestiolina”, anche se in diversi siti hanno deciso di tradurlo con l’aggiunta di “indomita” ma so bene che è improprio, è un po’ una licenza, come sovente accade anche nelle traduzioni di libri o film. Ho lasciato quello, ma onestamente credo sia più corretta la traduzione letterale, provvedo ora a modificare. Grazie del tuo commento 🙂

  2. Andrea Rimini

    No, teoricamente sarebbe “piccola bestiolina”, atteso che beastie già significa “bestiolina”, mentre “bestia” è beast. Chiedo scusa per queste futili osservazioni nullius momenti, ma il lungo isolamento da CV19 mi ha reso stupidamente pedante.
    In ogni caso, grazie per la cordiale risposta e complimenti per il sito, una vera miniera di utili informazioni.

    1. Si, anche se credo che come traduzione possa risultare leggermente ridondante, atteso che non vi è una grandissima differenza semantica tra “bestiolina” e “piccola bestiolina”, essendo già il termine un diminutivo. Nessun problema, rispondo sempre volentieri ad ogni commento, tranne quelli spam che vengono automaticamente cestinati. Grazie a te, anche per i complimenti.

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