Informazioni:

Tipologia:  Islay Single Malt Scotch Whisky

Provenienza:  Islay- Scozia

Volume alcolico: 54,2%

Prezzo consigliato: 60 euro

Reperibilità: Ampia

 

Cenni storici e osservazioni personali:

Parliamo oggi di un’altra distilleria particolarmente nota e apprezzata dagli estimatori di Single Malt di tutto il mondo: Ardbeg!

Ardbeg è situata ad Islay, la mecca dei bevitori di whisky torbati, ed è stata fondata nel lontano 1798. La sua storia è un po’ travagliata dal momento che ha attraversato dei momenti di declino per poi, fortunatamente, tornare ad occupare un posto di primo piano nel vasto panorama delle distillerie scozzesi. La produzione fu infatti arrestata nel 1981, ripresa nel 1989 su scala ridotta fino al 1996 e, infine, tornata ai massimi livelli quantitativi dal 1998 in poi, dopo il cambio di proprietà. Attualmente è infatti posseduta dal colosso Moet Hennessy.

La produzione si attesta sul milione di litri annui, non moltissimi, ma suddivisi in un core range molto variegato e  quasi unanimemente apprezzato.

Gli imbottigliamenti ufficiali comprendono il 10 anni base, l’Airigh Nam Beist, il recentissimo Blasda(che, contrariamente allo stile della distilleria, presenta una leggera torbatura),Corryvreckan (partito come imbottigliamento a tiratura limitata e poi esteso) Supernova (il più torbato di tutti gli Ardbeg di recente produzione), Rollercoaster, Alligator, il neonato Galileo e, appunto, l’Uigeadail oggetto di questa recensione.

E’ possibile trovare numerosissimi imbottigliamenti indipendenti, oltre all’ampio parterre di quelli ufficiali.

Esaminando l’Uigeadail, occorre dire che il suo nome, pronunciato Oog-a-dal, deriva dall’omonimo lago che fornisce l’acqua impiegata nella produzione di Ardbeg. E’ un whisky a gradazione piena, 54.2%, non filtrato a freddo ed ottenuto da un vatting di vari whisky maturati in botti di sherry e bourbon. L’età non è dichiarata ma la media dovrebbe essere di 15 anni. Inoltre, credo sia opportuno ricordare che nei primi imbottigliamenti è contenuta anche una porzione di whisky provenienti da botti non recentissime, degli anni ’70. Purtroppo, essendo finite, nelle edizioni più recenti non sono presenti.

Ardbeg tende a produrre whisky estremamente torbati (o meglio, i più torbati di Islay a detta della distilleria) e questo Uigeadail non fa eccezione. Mi ha incuriosito fin dal suo lancio, nel 2003, e sono riuscito a procurarmi una bottiglia della prima edizione. Jim Murray l’ha insignito del titolo di Whisky of the Year nell’edizione 2009 della sua Bible, conferendo un punteggio astronomico di 97.5.

Pur senza l’autorevolezza di Jim, passo ad esaminarlo in religiosa meditazione.

Note Degustative:

Aspetto: Ambra scura

Olfatto: Estremamente fumoso, indice di elevata torbatura. Si combina piacevolmente a una nota di frutta secca e tostata, nocciole e cereali. Erbaceo, con una punta di limone e marmellata d’arancia. Non manca un retrogusto di caramello e un sentore oleoso (olio di noci?). Completa il tutto, il tipico aroma salmastro degli Ardbeg. Decisamente molto complesso.

Palato: Ricco e pieno ma con un maestoso equilibrio di sensazioni che variano dal dolce al fumoso, passando per il salato. È vellutato e suadente, la torba è onnipresente ma integra il tutto, in un risultato sorprendente. È possibile cogliere tracce di salsa barbecue, una nota di olive, la massiccia presenza di spezie ma anche una nota di melassa. Chiude il tutto una nota medicinale e fumosa. Ottimo!

Finale: Lungo e piacevolmente persistente. Fumoso, ma anche dolce con le sue note di melassa e caramello. Completa il tutto un sentore di anice.

Che dire? Quest’espressione di Ardbeg, non lo nascondo, mi è piaciuta moltissimo. Pare che gli imbottigliamenti più recenti siano stati considerati più “grezzi” e un po’ meno bilanciati ma, questa che ho avuto modo di provare, mi sembra perfettamente bilanciata consentendo di ottenere un risultato maestoso ed eccezionale. Temevo che la torba fosse eccessivamente predominante ma ho potuto invece riscontrare che è ottimamente integrata, fungendo da complemento ad un imbottigliamento di assoluto spessore. Il rapporto qualità/prezzo è inoltre ottimo. Grazie ad Ardbeg per questa piccola perla!

Voto: 92/100

Riconoscimenti

I seguenti riconoscimenti sono stati attribuiti da "Il Bevitore Raffinato"

  • Premio
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11 Responses
  1. Simone Cecchi

    Sull’impulso di questa tua recensione ho appena acquistato questo whisky(insieme ad uno Zacapa Reserva Limitada 2013)del quale conosco e adoro la versione Ten.Ti ringrazio per il tuo lavoro che è da stimolo anche per noi semplici appassionati.

    Grazie
    Simone

    1. Mi scuso se l’approvazione del commento avviene solo ora, ma sono appena rientrato da Islay e non ho avuto modo di accedere al PC. Ad ogni modo, la versione che ho recensito io è il primo batch, quello del 2003 ma ti posso confermare che, limitatamente al mio punto di vista, anche i successivi mantengono uno standard qualitativo elevato. Differentemente dagli ultimi imbottigliamenti limited release di Ardbeg, Uigeadail mantiene infatti grande qualità e spessore. Spero che ti godrai il tuo dram e mi farai sapere.
      Ah, comunuque, sono un semplice appassionato anche io eh 🙂
      Grazie per il gentile commento, spero tornerai a visitare il sito!
      Giuseppe

  2. E’ perfetto. Ho anch’io una bottiglia, sicuramente successiva al 2003, che ho aperto di recente e che trovo davvero eccezionale. Al principio mi sono fatto “spaventare” dai 54,2% vol. (mi sembrava coprissero gli aromi) e suggestionare negativamente dalle plastiche di scarsa qualità del tappo e della capsula (sai che sono attratto molto dal contorno), uno scotch del genere meriterebbe ben altro, ma poi ho aggiustato il tiro. La torba si fonde benissimo con gli equilibri aromatici e il calice vuoto continua a emanare profumi morbidi, intensi e familiari per molto tempo dopo averlo finito.

    1. I batch di Uigeadail, fortunatamente, sono di livello qualitativo molto alto a prescindere dall’anno di produzione. Personalmente, preferisco questo Ardbeg a molti altri ufficiali prodotti di recente. La gradazione è indubbiamente alta ma personalmente non mi dispiace. Ricorda anche che puoi provare l’aggiunta di acqua (in misura ovviamente moderata) se il tenore alcolico ti crea problemi o, semplicemente, per verificare l’eventuale apertura e i cambiamenti del whisky. Effettivamente, per quanto concerne il tappo, avrebbero potuto fare di più. Ma, del resto, ciò che conta è il contenuto, no?
      Lieto che ti sia piaciuto! Commenta pure liberamente ogni volta che ne avrai voglia e/o possibilità!
      Buona Giornata

  3. Simone

    Questa versione di Ardbeg mi incuriosisce parecchio…ovunque ne parlano benissimo. La cosa che mi frena un pò nell’acquisto è la gradazione.
    Eventualmente con quale marca di acqua conviene diluire ??? Ovviamente la cosa migliore sarebbe l’acqua della distilleria…però, a breve, non ho in progetto un viaggio ad Islay 🙂

    1. Ciao Simone,
      ti posso dire che, per quanto mi riguarda, è perfettamente apprezzabile anche senza acqua. Tuttavia, qualora volessi provare, bastano alcune gocce di acqua naturale. In alternativa, io uso l’acqua scozzese prodotta Uisge Source, che viene fornita con comodo contagocce. La trovi al seguente link: http://www.whiskyitaly.it/it/shop/accessori/uisge-source. Il costo, di 5 euro a bottiglietta, non è propriamente contenuto ma, se ti va di sperimentare con acqua 100% scozzese, è una valida opzione 🙂 Io ho preso la confezione da 3, non mi sono trovato pentito, pur non riscontrando differenze significative.

  4. Ciro

    Ciao Giuseppe, tra un po’ sarà il mio compleanno e per i miei 30 anni mi farò regalare un “Ardbeg Uigeadail”, la domanda che ti faccio: sulla scatola/bottiglia troverò segnato di che annata è il whisky?
    Ps. ti faccio i miei complimenti per il sito!
    Aspetto una tua recensione su un whisky giapponese ad esempio “Chichibu” o “Hanyu”
    Un appassionato come te! Ciao!

  5. Ciao Ciro, ottima scelta! Anch’io a brevissimo compirò i fatidici 30 anni e, come te, ho scelto una bottiglia la cui recensione sarà poi pubblicata.
    Ti ringrazio per i complimenti, cerco di fare del mio meglio 🙂
    Rispondendo alla tua domanda, non troverai l’annata sull’Uigeadail. E’ desumibile dall’etichetta posta sul retro della bottiglia.
    I primi Batch hanno una sigla che riporta L3 – L4 e così via, seguita da un numero. L3 indica 2003, il numero è la data di imbottigliamento, espressa come giorno dell’anno desumibile dalla sigla.
    I batch più recenti, a quanto mi risulta, indicano invece una sigla del tipo: L59501 29072014 dove, in pratica, è riportata la data esatta dell’imbottigliamento che, nell’esempio che ti ho citato, sarebbe 29/07/2014. La prima release, quella che ho esaminato io, è del 2003.
    Il livello qualitativo dell’Uigeadail, seppur ancora alto, è tuttavia diminuito con gli ultimi batch. Il motivo, semplicemente spiegato, è che pare che nei primi fosse contenuta anche una piccola percentuale delle vecchie scorte di Ardbeg, degli anni ’70, che ora sono terminate.
    L’Uigeadail resta tuttavia un No Age Statement di buon livello, superiore di gran lunga alle recenti release di Ardbeg.
    Spero di essere stato chiaro ed esaustivo. Per ogni eventuale dubbio, non esitare a replicare al commento o a scrivermi alla mail admin@ilbevitoreraffinato.com

    P.S. Approfitto per chiederti una info: sto valutando l’eventuale cambio dello schema di colori. Tu cosa pensi di quello attuale? Lo trovi gradevole e riposante alla vista?
    Grazie e torna a trovarmi!

    Ah, per i Giapponesi ci sto lavorando 🙂

  6. Samuele D.P.

    Ciao Giuseppe,
    da circa 4 mesi mi sono approcciato al mondo dei whisky con grande interesse, ho iniziato a fare diverse prove e ad acquistare diverse bottiglie ed il tuo sito-blog è stato davvero di grandissimo ed insostituibile aiuto nella scelta dei malti, tra l’altro penso che abbiamo gusti abbastanza simili.
    A proposito di Ardbeg vorrei chiederti un consiglio: ho già una bottiglia di Ardbeg 10yo (che trovo davvero di mio gusto) appena la finisco vorrei provare un altro Ardbeg e sono indeciso tra questo Uigeadail che hai recensito ed il Corryvreckan di cui non ho trovato una tua recensione, tu quale consiglieresti? Considerando i 2 imbottigliamenti più recenti… amo la torba ma mi piaciono anche gli affinamenti in botte ex-sherry.

    1. Ciao Samuele,
      lieto che il mio modesto spazio ti sia stato d’aiuto e grazie per aver avuto il tempo di lasciare un commento!
      Perdona il ritardo nella risposta, il tuo commento era finito erroneamente nello spam. Rispondendo alla tua domanda: sono entrambi molto validi, anche se Uigeadail ha perso un po’ con le più recenti release, pur restando un ottimo malto. In attesa di recensione, posso dirti che il Corrywreckan è per me più “gentile” rispetto all’Uigeadail. Tuttavia, ripeto, sono entrambi decisamente ottimi, differentemente dalle ultime release di Ardbeg, a tratti deludenti.
      Un caro saluto!

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